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PREMIO EUROPA
DAVID MOURÃO-FERREIRA
attribuito a
Mário Soares
Mito 2008


MOTIVAZIONI DELLA GIURIA


La Giuria del Premio «Europa David Mourão-Ferreira» ha deciso all'unanimità di assegnare il Premio Mito 2008 al Dr. Mário Soares con la seguente Motivazione:
«La rivoluzione dell'Aprile 1974 ha offerto a Mário Soares, ancora giovane ma con un passato di militanza precoce nelle fila dell'opposizione a Salazar, l'opportunità che nemmeno lui avrebbe mai sognato. Derelitti, disamorati della Politica come essenza democratica, i vincitori, nella persona del Generale Spínola, militare carismatico della guerra coloniale, scommettono sull'allora recente segretario di un Partito Socialista, nato in Germania, e gli affidano l'immane compito di trovare un via d'uscita democratica per l'urgenza del momento: decolonizzare il più democraticamente possibile. E quel giovane primo ministro democratico degli Affari  Esteri del dopo 25 Aprile non sapeva ancora di aver appena messo piede nella Storia con la S maiuscola. E non solo nella Storia privata del Portogallo di quegli anni 70 di un'Europa in piena Guerra-fredda, divisa tra l'opposizione democrática e la soluzione totalitaria ancor viva a quei tempi. Mário Soares e il Partito Socialista da lui fondato divennero allora attori di quel momento decisivo in cui il Portogallo, con un passato di quasi mezzo secolo di autoritarismo, riscopre, e se ne riappropria, un regime democratico come quello dei Paesi occidentali più rappresentativi. Da allora e sino ai nostri giorni egli è il volto del Portogallo Democratico.
la scelta di Mário Soares, per quanto inaspettata, non è stata casuale. Esclusion fatta per il Partito Comunista, in cui aveva militato da giovane, nessun altro, tra le fila dei militanti dell'opposizione di sinistra in Portogallo, godeva di maggiori crediti politici. Figlio di un illustre repubblicano, Mário Soares divenne subito un avvocato attento e coraggioso nella difesa di molta gente che si opponeva alla repressione del Regime. In seguito, allargherà questa militanza civica, politica ed etica, pubblicando un libro che lo renderà famoso a livello internazionale, Portugal amordaçado (Portogallo imbavagliato). Con questo saggio politico e ideologico, l'avvocato Soares che difendeva Humberto Delgado - assassinato dalla polizia, o con la complicità della polizia del Regime -  si impone nel campo dell'opposizione democratica a quel Regime. Un destino ancora più alto lo aspettava. Sarebbe stata la Rivoluzione dell'Aprile 1974 a renderlo possibile e a farlo diventare non solo il 'Leader' indiscusso dell'emergente Partito Socialista, ma l'uomo politico portoghese più rappresentativo, sia in patria che all'estero. Dapprima, dopo le elezioni democratiche del 1975, come Capo del Governo, e in seguito, come Presidente della Repubblica, il primo presidente civile dopo vari decenni di presidenti-militari. La sua presidenza non è stata facile, con un Paese che si confrontava con una crisi economica coraggiosamente affrontata e, in qualche modo superata con la scommessa sull'Europa, antica aspirazione della sinistra democratica.
Il nome di Mário Soares resterà per sempre legato alla inevitabile ma ben riuscita europeizzazione che, in pochi anni, avrebbe cambiato l'immagine e la realtà quotidiana della vita portoghese.
Uomo di cultura, lettore indefesso, dopo lo storico periodo della sua vita politica come Presidente, Mário Soares, rafforzato nella sua conoscenza degli uomini - inclusi tutti i "grandi della terra" - vivrà una metamorfosi sorprendente. Si trasformerà in osservatore privilegiato, entusiasta e acuto della vita contemporanea. Insomma, un grande cronista politico. A suo agio nell'agone politico, ha assunto questa nuova veste con quella nonchalance che lo rende proverbiale. Mário Soares è un esempio pregevole di quegli uomini ai quali il caso o il destino hanno affidato un giorno le più alte responsabilità politiche e civili. Egli è, nel senso più alto e forte del termine, un 'uomo libero', un cittadino, e soprattutto - come Vaclav Havel - un 'intellettuale' che non si è lasciato fagocitare dal politico.
In conclusione, un uomo senza pose, in un mondo propenso all'idolatria di ciò che si è o si appare. Nulla di più raro».

La Giuria
Eduardo Lourenço (Presidente)
Maria José de Lancastre
Antonio Tabucchi
Fernanda Toriello
Richard Zenith