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Cultura (Pagine in allestimento)

Cinema

Segnalazioni

a cura di Francesco Saverio Nisio

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In vista del centesimo compleanno…

Manoel de Oliveira, ormai prossimo - 12 dicembre - al compimento del centesimo anno d’una vita d’artista prolifica e intensa, attraversa negli ultimi tempi un proficuo periodo di riconoscimenti e celebrazioni nonché, soprattutto, di presenza nelle sale e dunque negli occhi di spettatori infine messi in condizione di apprezzarne l’opera «dal vivo».

Dopo esser stato insignito del titolo di doutor honoris causa dall’Universidade do Algarve il 15 gennaio, de Oliveira è stato istituito il 13 marzo come «membro honorário» della Academia das Ciências de Lisboa, associandosi in tal modo a personalità quali Mário Soares, José Saramago, D. Alexandre Aires do Nascimento e D. José Policarpo. Il 23 aprile, ancora, ha ricevuto a Barcellona, insieme ad António Lobo Antunes, il premio per la quarta edizione del premio internazionale «Terenci Moix».

Il mese di marzo è stato importante anche a motivo d’una più effettiva - non solamente simbolica - ricezione della sua imponente opera filmica : a partire dal primo weekend del mese, infatti, più di venti films - per la precisione ventitre, incluso Cristovão Colombo - o Enigma del 2007 – hanno iniziato a girare per sei grandi città degli Stati Uniti (New York, Cambridge/Boston, Los Angeles, Cleveland, Chicago, Berkeley/San Francisco) ad opera della Brooklyn Academy of Music (BAM – si veda il sito della retrospettiva in http://www.bam.org/film/series.aspx?id=176). La manifestazione gode dell’appoggio dell’Istituto Camões e dell’Ambasciata del Portogallo, e di certo si tratta di una delle più imponenti operazioni di divulgazione del cinema di de Oliveira al di fuori del Portogallo, con pellicole stampate di fresco e sottotitolate in inglese.

Sempre a motivo dell’imminente centenario va segnalata l’annunciata edizione, da parte del Centro de Estudos Interdisciplinares do Século XX (CEIS20) dell’Universidade de Coimbra, di un’opera critica sul suo cinema, volume che conterrà saggi critici di quindici studiosi di provenienza accademica portoghese ed internazionale. Fausto Cruchinho, investigador del CEIS20 e coordinatore con António Pedro Pita della pubblicazione, ha dichiarato che "Manoel de Oliveira é uma figura central do Século XX e do cinema português". Appunto, non solo del cinema portoghese bensì dell’intero secolo trascorso…

Da non dimenticare che il 18 maggio de Oliveira parteciperà alla commemorazione per i quaranta anni della Quinzaine des réalisaturs, una delle sezioni più dinamiche e sperimentali del festival di Cannes, sezione alla quale il cineasta è stato spesso invitato per mostrare le proprie opere. Infine, la Cinemateca Portuguesa ha istituito, con l’appoggio del Ministero della Cultura portoghese, una commissione ufficiale presieduta da João Bénard da Costa, direttore della Cinemateca, per coordinare un programma di commemorazioni in onore del centenario visionario. È già in vendita l’Agenda Cinemateca Portuguesa 2008, concepita come omaggio al regista (€ 15).

 

Segnalazioni

a cura di Francesco Saverio Nisio

docs.pt - revista de cinema documental, n. 3 (giugno 2006)

www.apordoc.ubi.pt

«Preciso do real…»: si apre con un’affermazione di Raymond Depardon - uno dei grandi documentaristi europei viventi - il numero 3 della nuova versione ‘revista e aumentada’ di docs.pt - revista de cinema documental, bilingue portoghese ed inglese, di cadenza semestrale, diretta da Caroline Barraud e edita a Lisbona da Apordoc – Associação pelo documentário, con il supporto dell’Icam, del Ministério da Cultura e dell’Instituto Camões. «Há vontade de ver documentários – sobre isso, nos dias de hoje, não há dúvida»: per dare corpo a quest’evidenza, il numero in questione offre materiale di riflessione attraverso un ricco dossier che descrive O movimento das coisas, vale a dire dieci anni di cinema documentario in Portogallo analizzato attraverso un bilancio del crescimento disegual di produzione e creazione a partire dal 1996, anno di creazione dei concursos de apoio à produção e desenvolvimento de documentário da parte dell’IPACA (oggi Istituto do Cinema Audiovisual e Multimédia – ICAM ), atto col quale si creava una corsia privilegiata per il documentario in rapporto ai finanziamenti delle opere di fiction.Opportunità di cui ha goduto un non piccolo numero di cineasti, e fra essi anche alcuni nomi di rilievo della creazione cinematografica portoghese (in ordine cronologico di realizzazione): Pedro Costa, No Quarto da Vanda nel 2001; Manoel de Oliveira, Porto da minha Infância nel 2002; Teresa Villlaverde, A Favor da Claridade nel 2004; Sérgio Tréfaut, Lisboetas nel 2006. Quest’ultimo film, definito «forte objecto politico» da Patricia Azevedo nella recensione, è un’opera che, affrontando il tema dell’immigrazione nella capitale portoghese, è stata capace di raggiungere ampio consenso di pubblico e di critica, e non solo cinematografica.Si aggiunga ancora che data al 1998 la nascita di Apordoc, struttura di promozione del documentario in Portogallo, la quale ha dato vita nel 2002 a Docslisboa, annuale festival internazionale di cinema documentario.Di tutto questo tratta il numero in questione, cui vanno aggiunti i materiali contenuti nella sezione Ensaio (uno storico riflette sul rapporto tra la disciplina accademica e le immagini filmiche), nonché le films reviews e gli interessanti Diálogos, che aprono entrambi i numeri della nuova linea editoriale. Il primo dialogo, fra il realizzatore ed il sociologo Manuel Villaverde Cabral (a conferma della necessaria apertura transdisciplinare che la forma documentario immediatamente richiede), è dedicato al fenomeno Lisboetas, documentario che ha raggiunto il circuito commerciale con diecimila spettatori in sole cinque settimane. Nel secondo Diálogo, Joaquim Sapinho discute insieme ad un reporter di Antena 1, Ricardo Alexandre, del proprio Diários da Bósnia: Sarajevo, le cidades divididas, i valori europei, Portogallo e Spagna… Il numero 4 (ottobre 2006) spazia anche sulle prospettive circa l’ensino do documentário em Portugal, nonché sulla riflessione sul tempo nel poema visual. Altrettanto ricco ed articolato come il n. 3, ma in più impreziosito dalla firma di Vitor Erice e da un flashback critico su un grande film di António Reis, Jaime (1974), anche questo numero lascia ben sperare sul futuro della pratica documentaria, ovvero l’arte di osservare il mondo mantenendo occhi sempre ben aperti. [Contributo per il sito, sezione cinema - 5 marzo 2007]


Link d'interesse:

http://www.instituto-camoes.pt/cvc/bdc/cinema/011/bb11.pdf

http://www1.uni-hamburg.de/clpic/tematicos/cinema/index.html

http://www.instituto-camoes.pt/cvc/cinema/cronologia/cro001.html

http://pt.wikipedia.org/wiki/Lista_de_cineastas_de_Portugal