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UN PREMIO CHIAMATO

EUROPA-DAVID MOURÃO-FERREIRA

Siamo sempre più convinti della necessità di consolidare la cultura europea. Siamo sempre più convinti dell'urgenza di rendere compatibile l’Europa culturale con l’Europa economica e politica. E siamo sempre più convinti che la cultura svolga un ruolo strutturante, e che sia vitale e irrinunciabile far sì che la cultura diventi una priorità nella costruzione europea. Se la cultura è all’origine dell’Europa in cui viviamo, il primo e forse anche il più difficile dei passi da compiere è realizzare l’unità nella diversità: un obiettivo sicuramente irraggiungibile senza la mutua conoscenza, senza una conoscenza vera e profonda dell’altro, una conoscenza che vada al di là dei pregiudizi e degli stereotipi. Far conoscere la cultura del Portogallo e dei paesi lusofoni vuol dire far conoscere un mondo accomunato dalla lingua ma diversificato nelle culture, un mondo che va da Macao a Brasilia passando per l’Angola, il Mozambico, la Guinea Bissau, Capo Verde, São Tomé e Prícipe, Timor Lorosae e, ovviamente, il Portogallo e la Galizia, dove tutto ebbe inizio. È questo il compito primario del Centro Studi Lusofoni-Cátedra David Mourão-Ferreira ed è questa la finalità che persegue il Premio EUROPA-David Mourão-Ferreira.

Con questo Premio, l'Università di Bari e la Città di Bari - con le sue porte da sempre aperte al mondo - intendono consolidare la loro presenza nel mondo lusofono e proporsi come ulteriore punto di irradiazione in Europa delle culture di lingua portoghese, sia attraverso la consacrazione dei Miti della lusofonia, sia attraverso la traduzione e la diffusione delle sue Promesse. Il tutto nel nome di David Mourão-Ferreira, poeta e romanziere, saggista e drammaturgo, ma anche convinto europeista, traduttore e divulgatore della poesia europea.

David Mourão-Ferreira ha da sempre auspicato un Portogallo europeo e mediterraneo. Anche quando era voce fuori dal coro. Nel 1966 – quarant’anni or sono - David Mourão-Ferreira ha espresso così la sua fede profonda nei valori della civiltà europea:

«l’Europa significa per me, prima di ogni altra cosa, una specie di proiezione geografica - e storica - del mio archetipo femminile, della mia ‘anima’...come direbbe Jung. L’Europa è, allo stesso tempo la madre sempre perduta, l’innamorata sempre e ancora da sposare. In lei si intrecciano, proprio per questo, motivi di lagnanza con motivi di speranza. D’altro canto, quel «Regnum Europae» che sogniamo fin dai tempi di Carlo Magno, non sarà forse per noi la promessa di un primo passo verso una fratellanza più ampia? No, non concepisco l’Europa come fine a se stessa. (E si sbagliano di grosso quelli che la pensano così). L’Europa è soltanto una cultura - una tra le 21 che, secondo Toynebee, sono esistite - e il suo obiettivo supremo dovrà essere pertanto quello di cooperare con le altre culture ancora esistenti. Solo in questo modo potrà redimersi dai peccati che le macchiano la coscienza».

Oggi, quarant’anni dopo queste parole, leggendo recenti dichiarazioni di politici e uomini di cultura - tutti concordi nel ritenere che il futuro dell’Europa si fondi sul versante culturale - non possiamo che essere orgogliosi di aver voluto intitolare a Lui, a David Mourão-Ferreira, sia la Cátedra istituita nell’Università di Bari dall’Instituto Camões del Ministero degli Affari Esteri portoghese, sia questo Premio che lega David Mourão-Ferreira all’Europa in un vincolo che ci auguriamo duraturo: l’auspicio è che da oggi l’Europa non sia più né «la madre sempre perduta» né «l‘innamorata sempre e ancora da sposare».

Fernanda Toriello

Bari, 27 giugno 2006

L'Europa di David Mourão-Ferreira

Retrato de rapariga Ritratto di fanciulla

Muito hirta de pé no patamar do sono
Contornando sem pressa a curva de uma artéria
Por mais ocasional que fosse o nosso encontro
dava-me a entender que estava à minha espera
Com um livro na mão com um lenço ao pescoço
uma expressão cansada a palidez inquieta
de quem andasse ao vento ou trouxesse no rosto
em vez de pó-de-arroz um pó de biblioteca
surgia de repente onde sempre estivera
em Zurique em Paris em Liège em Colonia
Por único endereço uma carreira aérea
Mas não sei se era louca ou apenas mitómana
Onde quer que eu a visse uma coisa era certa
Numa rua num bar num museu numa doca
dava-me a entender que estava à minha espera
dava-me a entender que se chamava Europa

David Mourão-Ferreira

Molto ferma in piedi sulla soglia del sonno
aggirando con calma la curva di un’arteria
Per quanto occasionali fossero i nostri incontri
mi lasciava capire che mi stava aspettando
Un libro tra le mani un fazzoletto al collo
un’espressione stanca il pallore inquieto
di chi cammina al vento o si porta sul volto
invece della cipria polvere di biblioteca
appariva di colpo dov’era sempre stata
a Zurigo a Parigi a Liegi a Colonia
Con un solo indirizzo di una rotta aerea
Ma non so se era pazza o mitomane solo
Ovunque la vedessi una cosa era certa
In una strada in un bar in un museo su un molo
mi lasciava capire che mi stava aspettando
mi lasciava capire che si chiamava Europa

trad. Fernanda Toriello