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Motivazioni della Giuria Premio Mito 2010

PREMIO EUROPA
DAVID MOURÃO-FERREIRA
attribuito a
VASCO GRAÇA MOURA
Mito 2010

MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

 

VASCO GRAÇA MOURA, il verbo e l´azione

“Poeta, saggista, romanziere”. Così , con una sobrietà davvero rara, si presenta e si definisce culturalmente, Vasco Graça Moura [l'autore di Strumenti di Malinconia] sulla copertina della sua ultima e recente incursione nella nostra e altrui “foresta di inganni” della letteratura. A tanta sobrietà si potrebbe aggiungere anche la sua qualità di critico letterario dall´erudizione enciclopedica, e, in particolare, di originale studioso di Camões, cosi come si potrebbe ancora aggiungere la sua qualità di traduttore emerito di personaggi del calibro di Dante, Petrarca, Racine e di altri autori del Pantheon dell’Occidente. E come se tutto ciò non bastasse, uomo di azione, politico impegnato e polemista appassionato e temuto.

Basterebbe uno solo di questi titoli per renderlo degno di qualunque premio, non solo nell’ambito della cultura portoghese ma anche della cultura occidentale in senso lato.

Vasco Graça Moura rappresenta, come pochi altri autori, la tradizione culturale e letteraria così tipicamente portoghese, che è quella specie di ‘barocchismo “ universale, temperato però da un illuminismo non meno cosmopolita di lettore ‘onnimodo‘ . Un barocchismo che ha avuto i suoi riferimenti mitici in Francisco Manuel de Melo, in passato, e, ai nostri giorni, in Jorge de Sena e che è, in fin dei conti, un classicismo che sa di essere mortale e chiosa questa consapevolezza convertendola in facezia, come è testimoniato molto bene dalla sua poesia e dalla sua opera narrativa.

Come poeta, da molto tempo Vasco Graça Moura è diventato indiscutibilmente un “classico”. E non è meno meritevole di menzione come narratore: al pari di Borges rivisita e ricrea il passato mitico della nostra memoria scritta per meglio e più approfonditamente captare il presente, il suo e il nostro.

In piena crisi della narrativa, come coscienza di se stessa, Vasco Graça Moura non si schiera con quanti chiosano senza fine la morte annunciata del romanzo. Vasco Graça Moura la prende sul serio, conscio che la narrativa è sempre esistita come lotta tra la realtà e le ombre.

A poche persone un premio nel nome di David Mourão-Ferreira si attaglierebbe meglio. Entrambi sono uniti, oltre che dalla familiarità con la memoria poetica dell’Occidente, anche da una comune ammirazione per uno dei grandi romanzieri portoghesi della prima metà del ventesimo secolo: Vitorino Nemésio, autore di Cattivo tempo nel canale. E in questa non casuale convergenza, quale migliore omaggio per entrambi che celebrare il talento multiforme della visione del mondo, incantatrice e vitale, di un autore che è plurimo nella sua ricchezza, ma uno nella sua volontà di identificarsi - da esperto musicologo qual è - con la febbrile e folle pluralità del mondo?

E in quale specchio più luminoso si riflette questa visione? In una poesia che Vasco Graça Moura camonianamente ha dedicato al famoso salmo Sôblos rios che lui stesso, a sua volta, ha commentato: «non sono molti, sono molto pochi, i poeti che inventano la poesia portoghese come radicale scossone del mondo o metafora vibrante che lo raffigura».

In riconoscimento dei suoi molteplici e multiformi meriti, la Giuria unanime è lieta di conferire a Vasco Graça Moura il Premio Europa David Mourão Ferreira, sezione Mito 2010.

La Giuria
Eduardo Lourenço
Fernanda Toriello
Richard Zenith